Curiosità - Bangi Bangi

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"Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, cominciala.
Il coraggio ha in sè il genio, potere e magia."
(Goethe)
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Curiosità sulla Cannabis
1. A Shennong, un personaggio della mitologia cinese che avrebbe partecipato alla fondazione di questa civiltà 5000 anni fa, è attribuita la scoperta delle proprietà medicinali di decine di piante. Fra queste proprio la cannabis, le cui piante femmine servirebbero secondo lui a calmare la gotta, i reumatismi o i dolori mestruali.
2. Nel 1619 i coloni americani avevano l’obbligo di coltivare canapa in modo tale da ricavare il materiale per fabbricare corde e tessuti. Se qualcuno si rifiutava, le autorità potevano prendere dei provvedimenti drastici. In Virginia per esempio un tempo gli agricoltori che non rispettavano queste direttive potevano finire in prigione. Inoltre allora si potevano pagare le imposte mediante la canapa.
3. Un acro (più di 4000 metri quadrati) di canapa produce la stessa quantità di carta che quattro acri di bosco. Quindi è più redditizio e vantaggioso per l’ambiente usare la cannabis, che oltretutto è pronta per l’uso industriale in appena sei mesi (un albero ci mette 20 anni).
4. Una ricerca tra l’Università Statale del Montana e la Statale di San Diego ha concluso che la legalizzazione della marijuana farebbe abbassare l’indice di suicidi. Secondo le conclusioni, negli stati che hanno legalizzato l’uso terapeutico dell’erba, i casi di suicidio di uomini giovani sono diminuiti rispetto alle altre regioni in cui l’erba a fini terapeutici è ancora illegale. Per gli scienziati la marijuana, usata con moderazione, funziona come un potente antidepressivo.
5. Il presidente degli Stati Uniti George Washington coltivava e consumava marijuana. Secondo alcuni ricercatori, lo faceva per alleviare i dolori provocati dalla sua dentiera. In alcune lettere si lamentava di quanto tempo aveva impiegato per separare le piante femmine dai maschi durante una coltivazione. Non è l’unico presidente ad averne fatto uso: anche Kennedy la usava per trattare il suo mal di schiena.
6. Negli anni 30 il magnete dell’automobilismo Henry Ford costrui un prototipo di automobile (la cosidetta ford hemp body car), composto per il 60% di materiali derivati dalla canapa rendendo l’ auto molto piu leggera rispetto ai veicoli di allora, in oltre il motore funzionava a etanolo di canapa
auto
«Perché consumare foreste che hanno impiegato secoli per crescere e miniere che hanno avuto bisogno di intere ere geologiche per stabilirsi, se possiamo ottenere l'equivalente delle foreste e dei prodotti minerari dall'annuale crescita dei campi di canapa?»
(Henry Ford)

 
Unendo la passione per la natura a una indubbia capacità di imprenditore, Ford voleva realizzare una vettura che «uscisse dalla terra». In questo progetto impegnò i suoi migliori ingegneri, che dopo 12 anni di ricerca diedero forma concreta alla più ecologica delle automobili, il cui impatto inquinante era pari a zero. Il prototipo ultimato fu esibito nel 1941 al Dearborn Days festival di Dearborn, Michigan, città natale di Ford.
Fu anche presentato al Michigan State Fair Grounds, nello stesso anno. A causa della seconda guerra mondiale la produzione di auto in America si ridusse drasticamente e l'esperimento di una macchina con struttura di soia e di canapa si interruppe. Alla fine della guerra l'idea di Ford cadde nell'oblio. Inoltre, Henry Ford morì sei anni dopo, e nel 1955 la coltivazione della canapa venne proibita negli Usa, cosicché la Ford Hemp Body Car non entrò mai in commercio. Secondo Lowell Overly il prototipo dell'auto fu distrutto da Eugene Turenne Gregorie.
 
Alcuni ritengono che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti della cannabis negli Stati Uniti sarebbe stata legata anche alla concorrenza tra la nascente industria petrolchimica e la possibilità di usare l'olio di questa pianta come combustibile non inquinante. Questo sarebbe dimostrato anche dalla riduzione dei prezzi del petrolio al 50% operata, secondo tali fonti, proprio per fare concorrenza all'olio combustibile naturale.
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